Chiacchiere, Romanzi, Speciali

La Giornata della Memoria

Ciao ragazzi. Come ben sapete, il 27 gennaio è la Giornata della Memoria. Qualche giorno fa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, testimone vivente degli orrori della Shoah. Ad 80 anni esatti dall’emanazione delle Leggi Razziali, la signora Segre dichiara:

Sento dunque su di me l’enorme compito, la grave responsabilità di tentare almeno, pur con tutti i miei limiti, di portare nel Senato della Repubblica delle voci ormai lontane che rischiano di perdersi nell’oblio. Le voci di quelle migliaia di italiani, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che nel 1938 subirono l’umiliazione di essere degradati dalla Patria che amavano; che furono espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società dei cittadini “di serie A”.

I testimoni oculari di questi eventi sono sempre più rari e nella nostra società sempre più persone sottovalutano o minimizzano gli orrori del passato. Ecco perchè ora più che mai sono importanti i libri, che consentono anche a noi giovani di comprendere ciò che si spera non vivremo mai.

Francesca

Il primo libro che lessi sull’argomento alle scuole medie fu L’isola in via degli uccelli di Uri Orlev. E’ un romanzo semi-autobiografico che ha il potere di raccontare ed istruire senza però essere troppo crudo o angosciante, essendo rivolto ad un pubblico di preadolescenti.

Ho scoperto di recente che nel 1997 ne hanno girato il film (da cui è tratta l’immagine di copertina), se qualcuno di voi lo ha visto mi faccia sapere le sua impressione nei commenti.

Trama

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La seconda guerra mondiale infuria per l’Europa e in Polonia la vita, già difficile per tutti, è per gli ebrei pressoché insopportabile. E Alex è, appunto, ebreo. Sua madre è scomparsa nel nulla e suo padre è stato prelevato dalle SS e fatto partire per una destinazione ignota. Rimasto solo Alex si è rifugiato in un edificio abbandonato, al numero 78 di Via degli Uccelli, e dalla sua isola segreta esce solo di notte, per procurarsi il cibo. Finché, un giorno, Alex ode delle voci: degli sconosciuti si sono introdotti nel palazzo. Il coraggio, l’eroismo perfino, non sono insoliti in tempo di guerra, ma Alex ha appena undici anni, e la sua è la storia di come la nuda forza di volontà riesca talvolta ad avere la meglio sulla crudeltà e l’ingiustizia.

Uri Orlev è nato a Varsavia durante l’occupazione tedesca della Polonia. Visse nel ghetto con il fratello e la madre. Alla morte di quest’ultima, assassinata dai nazisti, i due fratelli furono deportati al campo di concentramento di Bergen-Belsen. Nel 1945, liberato dalla prigionia, Orlev si trasferì in Israele. Iniziò a scrivere nel 1976 e da allora ha pubblicato più di trenta libri di letteratura per ragazzi, per lo più ispirati da esperienze personali o autobiografiche, legati alla repressione nazista del popolo ebraico.

E’ l’autore di uno dei miei libri preferiti, La corona del drago, di cui vi parlerò approfonditamente in un post dedicato.


Martina

Una luce quando è ancora notte di Valentine Goby è un libro crudo, basato su testimonianze reali, tutto scritto al presente, il presente senza certezze della protagonista.  Il “violento” modo di descrivere dell’autrice, senza quasi nessun filtro, quasi non basta a descrivere l’orrore del campo di concentramento di Ravensbrück, dedicato esclusivamente a donne e bambini.

Trama

arton67635Mila, appena ventenne, non si sente un’eroina. Ma, agli albori della Seconda Guerra Mondiale, spinta dal senso di dovere, decide di unirsi alla Resistenza Francese con il fratello. Ma, nell’aprile del 1944, viene catturata e deportata. Nell’apprendere che lei, ed altre donne, prigioniere politiche, verranno risparmiate, tira un sospiro di sollievo. Ma quello che l’attende, a lei ignoto, si rivelerà non meno difficile.
Mila non riesce a comunicare a pieno, non sa come chiamare le cose o come capire, anche solo in parte, quelle istruzioni fondamentali per sopravvivere nel campo di concentramento di Ravensbrück. E non sa come dire, alle sue compagne di sventura, il suo oscuro segreto, quella piccola luce che, nel passare interminabile delle stagioni, darà a Mila, insieme con la solidarietà delle sue compagne, la forza e la tenacia per andare avanti.

Sicuramente, un punto di vista  non banale.


Questi sono i romanzi che sentiamo di consigliarvi per questa ricorrenza. Conoscete i due autori e le loro opere? Avete qualche lettura da suggerirci su questo tema?


Damiano

 

Scarpe delle vittime del campo di sterminio di Auschwitz, Rolf Vennenbernd, Ansa
Scarpe delle vittime del campo di sterminio di Auschwitz, Polonia, gennaio 2015. (Rolf Vennenbernd, Ansa)

P.S. Io non ho un libro o un fumetto da consigliarvi, ma voglio comunque suggerirvi una lettura a mio parere molto importante. Si tratta di un articolo uscito ieri su Internazionale intitolato Il Dovere della Memoria nel 2018. Penso che il titolo spieghi bene il contenuto dell’articolo (che si legge in 3 minuti, é una lettura veloce), quindi non mi dilungo oltre; se nei commenti oltre a qualche consiglio vorrete discutere anche di questo, mi farà sicuramente piacere.

 

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