Le Muse dell'Aedo, Romanzi

L’uomo del labirinto – Donato Carrisi

L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita.

Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto.

Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito.

Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo.
Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede.
L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni.
E ora è scomparso.

Recensione

Come promesso, quest’anno amplierò le mie letture affrontando generi che non hanno mai attirato particolarmente la mia attenzione. Tenete quindi conto che non avrò molti termini di paragone.

Iniziamo il 2018 con un thriller di Donato Carrisi.

Attratta dalla pubblicità fatta da Longanesi, ho acquistato questo libro proprio perchè di un autore italiano. Ho inoltre sempre amato la simbologia del labirinto, in qualsiasi forma venga trattata. In questo caso la si può intendere sia come il luogo fisico in cui la ragazza viene tenuta prigioniera sia come la sua mente, i suoi ricordi. Il detective privato Bruno Genko si destreggia nel primo, il dottor Green nel secondo.

Due sono i punti di vista attraverso cui viene narrata la storia. Il primo in ordine cronologico è quello della ragazza rapita che però viene surclassato dal secondo, ovvero da Genko. Trovo quest’ultimo il personaggio più riuscito di tutto il romanzo. Nonostante non susciti un’immediata simpatia, non ho potuto fare a meno di affezionarmi ed empatizzare con lui, più che con Samantha. Può sembrare strano, trattandosi di una ragazza della mia età che ha vissuto un’esperienza così terribile, ma il finale mi ha fatto comprendere il perchè. C’era qualcosa che stonava, devo ammettere di non aver capito in anticipo cosa, ma Carrisi era stato così attento alla psicologia di Genko e del rapitore che mi sembrava strano non avesse fatto altrettanto con quella di Samantha. Non posso svelarvi di più perchè altrimenti vi rovinerei l’effetto sorpresa del finale, ma vi consiglio di fare molta attenzione ai pensieri della ragazza tenendo conto che è stata rapita all’età di tredici anni, quindi ancora una bambina più che un’adolescente.

L’aspetto che più ho apprezzato del romanzo è stata l’inquietudine che la fine di ogni capitolo mi ha lasciato. Questa sensazione era dovuta al particolare tipo di travestimento del rapitore: una testa di coniglio con gli occhi a forma di cuore. Carrisi è riuscito ad imprimere questa immagine nella mia mente e renderla grottesca, opprimente. Ha dato al cattivo senza volto l’aspetto paradossalmente più adatto a catturare e mantenere l’attenzione del lettore.

Ho solo due aspetti negativi da segnalare. In primo luogo l’ambientazione: era davvero necessario introdurre questa estate inverosimilmente calda? Probabilmente l’autore voleva porre l’attenzione sul problema del riscaldamento globale causato dall’uomo, ma speravo avesse qualche sviluppo in più, che l’ambiente fosse qualcosa di importante anche nella trama. Così non è stato.

In secondo luogo non mi è piaciuta la caratterizzazione dei due detective incaricati di seguire il caso Andretti. Sono personaggi assolutamente secondari e quindi è comprensibile che siano stati meno approfonditi, ma credo che in questo caso l’autore abbia peccato di superficialità, cadendo nello stereotipo. Ritengo sia stato un aspetto voluto, inserire il classico duo poliziotto buono e cattivo, ma stona un po’ con l’attenzione data invece agli altri personaggi.

In conclusione, L’uomo del labirinto è un libro scritto in modo egregio, in grado di catturare l’attenzione del lettore e di sorprenderlo di volta in volta. Un ottimo romanzo, consigliato anche a chi si approccia per la prima volta al genere thriller.

9788830448278_0_0_0_75

 

TITOLO: L’uomo del labirinto
AUTORE: Donato Carrisi
CASA EDITRICE: Longanesi
PREZZO: Copertina rigida € 17,50
Formato Kindle € 11,99

(Un prezzo un po’ alto per un ebook!)

Questo blog è affiliato ad Amazon.
Clicca qui per acquistare: L’uomo del labirinto

Lascia un commento, siamo interessati alla tua opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...