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Alias Grace – Il disturbo dissociativo dell’identità

Sono reduce dalla visione della nuova serie Netflix Alias Grace, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood che nel 2017 ha visto la trasposizione televisiva di un’altra sua opera di grande successo, The Handmaid’s Tale.

Ho apprezzato entrambe le produzioni, ritengo sia stato fatto un ottimo lavoro sia da Netflix che da Hulu. Tuttavia oggi non farò una recensione dei libri o delle serie TV ma voglio analizzare nel dettaglio il personaggio che più mi ha affascinato: Grace Marks, una ragazza affetta da un disturbo dissociativo dell’identità.

Il testo che userò per definire in modo corretto questa patologia è il Manuale di Psichiatria e Psicologia clinica edito da McGraw-Hill Education.

Sarò costretta a fare molti spoiler, vi considero avvisati.

Trama

La storia è liberamente ispirata a fatti realmente accaduti, ovvero agli omicidi di Sir Thomas Kinnear e della sua governante Nancy Montgomery, avvenuti in Canada nel 1843. Grace Marks, a servizio come cameriera in casa Kinnear, e James McDermott, stalliere nella medesima tenuta, furono accusati del duplice omicidio. McDermott venne giustiziato quale esecutore materiale dei delitti, mentre Grace Marks, appena sedicenne, fu condannata al carcere a vita, sebbene le prove a suo carico rimasero per lo più circostanziali e le accuse formulate prevalentemente dallo stesso McDermott.

L’autrice del romanzo, immagina che un giovane medico di nome Simon Jordan, visiti regolarmente Grace nel carcere di Kingston, dove era stata trasferita dopo aver trascorso alcuni anni in un manicomio criminale. Grace racconta in dettaglio la sua breve vita prima degli omicidi, l’immigrazione dall’Irlanda, la morte della madre, l’alcolismo del padre, il primo lavoro a servizio in casa di una donna benestante, dove trascorre pochi mesi di felicità con l’amica Mary, abbandonata incinta da un ignoto “signore” e morta in seguito ad un aborto clandestino.

I ricordi di Grace sbiadiscono in una reale o presunta amnesia del giorno degli omicidi, mentre il dottor Jordan arranca per far luce sui fatti, limitato dalle scarse conoscenze in campo psichiatrico dell’epoca, e dalla sua stessa inesperienza.

Analisi

La caratteristica fondamentale del disturbo dissociativo dell’identità è una grave discontinuità del senso di sé, con conseguenti e varie alterazioni di altre funzioni psichiche, quali percezione, affettività, cognitività, comportamento, funzionamento senso-motorio. A questa si associano amnesie ricorrenti relative ad eventi quotidiani, eventi traumatici o informazioni autobiografiche.

Questa è la definizione generale della patologia psichiatrica. Andiamo ora nel dettaglio per quanto riguarda la vita di Grace, così come ci viene presentata nella serie TV.

Grace fin da piccola subisce diversi traumi: la fuga dall’Irlanda, la morte della madre, i soprusi del padre, l’abbandono. Ha quindi già visto e vissuto troppa sofferenza per essere così giovane. Ciò che infine scatena il disturbo è la tragica morte della migliore amica Mary.

Nella maggior parte dei casi all’origine del disturbo vi è una storia di eventi traumatici e/o abusi fisici o sessuali, soprattutto nell’infanzia ma anche nell’età adulta. Sconvolgenti esperienze traumatiche che superano la capacità di adattamento di un bambino, senza che vi sia un’adeguata capacità di supporto da parte dell’ambiente, possono portare all’insorgenza di questo disturbo.

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Mary e Grace

L’esordio si manifesta con la frase “fammi entrare” sussurrata dal fantasma di Mary. Infatti:

[…] Si può trattare di esperienze di depersonalizzazione, percezioni di voci, percezoni alterate del proprio corpo, pensieri estranei e non controllabili […]

In seguito Grace ha un episodio in cui crede fermamente di essere Mary. Perde coscienza e al risveglio non ricorda che sia mai accaduto.

Il disturbo può assumere l’aspetto di due o più stati di identità distinti che si alternano in maniera evidente […]

Da quel momento in poi Grace non sarà più semplicemente Grace, ma anche una versione distorta di Mary. È quest’ultima che ha commesso gli omicidi, che aveva il movente.

Nel caso di due o più personalità distinte, queste possono essere parziali o pienamente sviluppate […]
I pazienti affetti da questo disturbo ne possono essere più o meno soggettivamente consapevoli e comunque di solito lo minimizzano.

Nell’ultima puntata diventa tutto evidente, è la stessa Grace a spiegarcelo. Involontariamente, l’ipnotista ha fatto esattamente ciò che serviva per far emergere Mary e chiarire ogni dubbio sugli omicidi.

Le transizioni da un’identità all’altra, spesso improvvise, sono spesso scatenate da uno stress psicosociale e possono essere indotte dall’ipnosi o da un’intervista sotto l’effetto di barbiturici.

Al pubblico ciò che accade appare come una vera e propria esperienza di possessione.

Nelle esperienze di possessione è come se un’entità estranea prendesse improvvisamente il controllo dell’individuo, che inizia a parlare e comportarsi in modo del tutto diverso dal solito. Sono frequenti flashback e fughe dissociative, in cui il paziente si ritrova improvvisamente in un luogo senza sapere come ci è arrivato.

Grace era consapevole dell’esistenza di Mary nella sua mente? Su questo non so darmi una risposta chiara. Credo che in parte sì, si rendesse conto di qualcosa, ma che non arrivasse a comprenderlo. Voi cosa ne pensate?

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TITOLO: L’altra Grace
AUTORE: Margaret Atwood
CASA EDITRICE: Ponte alle Grazie
PREZZO: Copertina flessibile € 17,00

 

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Manuale di psichiatria e psicologia clinica

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3 pensieri riguardo “Alias Grace – Il disturbo dissociativo dell’identità”

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