Fumetti, L'Aedo Opinionista

Se Tutti gli Editori Avessero un Blog…

Qualche tempo fa abbiamo parlato dei mezzi che un editore ha a disposizione per far arrivare comunicazioni chiare e precise ai propri lettori riguardo al proprio catalogo. Oggi vorrei riaprire il caso e analizzare più a fondo come gli editori potrebbero (e dovrebbero) sfruttare un mezzo fortissimo: il blog.

Un Mezzo Molto Sottovalutato

Poche case editrici possiedono un proprio blog, purtroppo. Come abbiamo detto nel precedente articolo, la comunicazione é un punto molto importante per un editore, sopratutto per realtà piccole e indipendenti (come la maggior parte degli editori di fumetti).

Il blog permette di avere un luogo proprio, privo di restrizioni e controllato, dove poter comunicare liberamente con il lettore. Se poi é necessario, l’articolo può anche essere condiviso sui social per essere portato all’attenzione di un pubblico più vasto (ma più disattento).

A differenza dei social network (il cui design é stato studiato a tavolino apposta per essere il più uniforme e attrattivo per la maggior parte degli utenti) un blog ha la possibilità di essere personalizzato per rendere il “carattere” della casa editrice evidente e riconoscibile. Il layout di Facebook é semplice, accattivante e “multi-funzione”, ma appiattisce tutta la forza comunicativa che logo, layout e colori caratteristici di una casa editrice possono comunicare.

Veniamo infine al motivo principale per cui secondo me é necessario che una casa editrice possieda un blog: si dice sempre (e a ragione) che uno dei pilastri importanti su cui si fonda il successo di un’attività oggigiorno é la presenza su internet. Esistono però due tipi di presenza: quella immediata ma temporanea, fornita dai social network, e quella duratura, fornita da un sito e un blog indicizzati (riconosciuti) da Google. Come si può intuire, la prima é più efficace nell’immediato, ma nelle ricerche di Google non compaiono i singoli post di Facebook e se, anche solo qualche settimana dopo una data comunicazione, un nuovo lettore volesse recuperarla, sul social network semplicemente non può farlo.

Programmazione Accattivante

E’ palese che l’obiettivo principale di una casa editrice, come di qualsiasi altro commerciante, sia quello di vendere per sopravvivere. Il blog é un ottimo punto per fare promozione dei propri libri e per comunicare al lettore affezionato i motivi per cui dovrebbe acquistare una novità, magari con testi o immagini che non possono essere inseriti in altri luoghi, come la quarta di copertina o la descrizione nei cataloghi generalisti. Vediamo qualche esempio.

Al momento in cui scrivo, la casa editrice Tunué é l’unica tra quelle che seguo a usare un blog (e i social network) al massimo del proprio potenziale. Hanno infatti istituito una serie di articoli periodici che fanno conoscere ai lettori i loro autori e le loro opere. Alcuni esempi: citazioni, immagini, interviste, uscite del mese, eventi della settimana. Alcuni pubblicati sul blog, altri più adatti ai social (citazioni e immagini).

Qualche Idea

Una volta raggiunta una “media grandezza”, non é così complicato avere due o tre articoli a settimana da pubblicare. Il problema é maggiore per case editrici piccole, che pubblicano poco e che di conseguenza potrebbero non avere sempre del materiale succoso da mostrare ai lettori. Quindi ecco qualche piccola idea da parte mia, che spero possa essere di ispirazione ai piccoli editori:

1. piccole interviste ai propri autori;
2. anticipazioni delle uscite future;
3. “come va il lavoro in redazione?”;
4. rispolvero di una vecchia opera, con qualche piccolo approfondimento;
5. comunicazione di eventi organizzati sul territorio;
6. interviste a blogger o persone che hanno letto uno dei libri pubblicati.

Conclusione

In questo piccolo articolo ho esposto quel che mi piacerebbe vedere sui blog di ogni casa editrice. In parte ne avevamo già parlato in questo articolo (e manca ancora un dettaglio per ottenere un ottimo editore, ma ne parleremo un’altra volta). In questa conclusione però vi chiedo una cosa che non faccio mai: perché questo articolo serva a qualcosa é necessario che un editore lo veda. Quindi se, per qualsiasi ragione, avete qualche contatto con un editore piccolo o medio (o grande) e siete d’accordo con le idee che ho esposto in questo articolo, fateglielo leggere e chiedetegli cosa ne pensa e se trova la cosa ragionevole. Se invece non siete d’accordo o avete idee da aggiungere, non esitate a scriverle nei commenti.
Noi ci risentiamo la settimana prossima se vorrete, con l’inizio di una trilogia di post dedicata a un grande eroe della bande dessinée. A presto!

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