Fumetti, Le Muse dell'Aedo

Shaun Tan smarrisce le cose…

Shaun Tan é indubbiamente un grande fumettista, e più in generale un grande artista sia della narrazione che dell’illustrazione. Un annetto fa non si faceva altro che parlare dell’arrivo (in realtà del ritorno) della sua opera principale, L’Approdo. Se ne é parlato tanto, e oggi non siamo qui per questo. Qualche mese dopo infatti, la casa editrice Tunué pubblica nella stessa collana un’altra sua opera che passa un po’ inosservata, ma che personalmente mi ha colpito di più. Sto parlando de La Cosa Smarrita.

Una Banalità

Il soggetto é di una semplicità disarmante, talmente semplice che verrebbe da dire banale. Riassunto: un ragazzo trova una cosa smarrita e cerca un posto in cui metterla. Fine. La forza della storia risieda tutta nelle illustrazioni e nei dettagli che l’artista mette nella descrizione (visiva) dei personaggi.

Prima di tutto abbiamo il protagonista, un ragazzo normalissimo, che colleziona tappi di bottiglia. Il protagonista é anche narratore e la storia viene narrata come se la si stesse trascrivendo su un diario. Poi c’é “la cosa”, ovvero una specie di caffettiera/stufa gigante con chele di granchio, seduta da sola nel bel mezzo di una spiaggia piena di gente. Nessuno le presta attenzione, e il lettore non può che cominciare a chiedersi come mai un oggetto così ingombrante non desta interesse. Il protagonista, dopo aver giocato un po’ con “la cosa”, decide di trovare un posto in cui sistemarla, e così entrambi si incamminano in un viaggio che porta il lettore a conoscere l’ambiente in cui si sta svolgendo la vicenda: una società caotica di cui non si capiscono le dinamiche, se non che ognuno presta attenzione solo a se stesso.

“Sto cercando di capire a chi appartenga” gli spiegai io.
“Non so, amico” rispose Pete.
“E’ parecchio strana. Forse non é di nessuno. Forse non viene da nessuna parte. Alcune cose sono così…” fece una pausa d’effetto “… semplicemente smarrite”

La Morale Smarrita

Il tema de L’Approdo é probabilmente più profondo, ma sicuramente anche più facile da comprendere. La prima lettura di questa storia invece mi ha lasciato un po’ perso, e anche la seconda sinceramente. Di solito nelle pagine finali di una storia l’autore cerca di concludere portando un messaggio al lettore. In questo caso invece ci viene detto chiaro e tondo:

E non chiedetemi quale sia la morale.

Devo ammettere che ci ho pensato a lungo e sono anche andato alla ricerca di qualche articolo che mi schiarisse un po’ le idee. Secondo alcuni questa storia vuole insegnarci che nel mondo ci sono effettivamente “cose smarrite”, mentre secondo altri Shaun Tan voleva fare una storia senza morale. Sinceramente da un autore di tale livello non mi aspetto dei messaggi così (passatemi il termine) sempliciotti. Chiariamoci: può benissimo essere che in parte la storia sia un po’ senza senso e senza morale (ed effettivamente cosi é), ma c’é sicuramente dell’altro.

Secondo me il vero protagonista appare in tre punti della storia, ma non in modo evidente: é la società. L’autore, sfruttando una storiella senza senso che gli é venuta in mente magari per puro caso e divertimento, ci porta a riflettere non sulla cosa smarrita in sé, ma sul perché la cosa é smarrita. Osservando la società infatti vediamo una massa di persone tutte uguali troppo impegnate nei propri affari per accorgersi di alcun che. Anche l’incombenza della burocrazia ha il suo spazietto nella storia, e l’autore riesce pure a infilarci all’interno la paura e il rifiuto del diverso (nelle figure dei genitori del protagonista). Un vero e proprio sfondo di critica a una società che assomiglia molto a quella odierna (ma dai?).

La forza di questa critica é che rimane sempre sullo sfondo e non vuole mai imporsi all’interno della storia: il lettore a fine lettura é liberissimo (e anzi, alla prima lettura deve) chiedersi che cosa siano tutte quelle cose smarrite e da dove vengono. Solamente in seguito deve accorgersi che il punto focale in realtà é da un’altra parte.

Parte di queste informazioni le ho tratte dal sito personale di Shaun Tan, che potete trovare a questo link. Se conoscete l’inglese vi consiglio fortemente di darci un’occhiata perché é ricco di informazioni sull’autore e sulle tecniche che usa per creare le storie e per disegnare. E proprio del disegno parleremo la settimana prossima.

Vi lascio con una citazione molto bella che ho tratto dal sito dell’autore (e che ho ovviamente tradotto). Riferendosi alla cosa smarrita, dice:

“La creatura esiste in contrasto con il mondo in cui abita – essendo capricciosa, senza scopo, fuori scala e apparentemente insignificante – tutte cose che la burocrazia non può comprendere, rendendola quindi indegna di alcuna attenzione. Essere una curiosità è efficace solo se la popolazione è curiosa, e non lo é, essendo sempre “troppo impegnata” a fare cose più importanti.”

P.S. Nei suoi consigli di lettura, Ilenia Zodiaco ci parla di questo libro e offre una interpretazione leggermente differente, che ho apprezzato molto e vi consiglio di guardare per avere così più punti di vista. Vi lascio il video al minutaggio esatto qui sotto.


Se sei interessato ad acquistare l’opera di cui ho parlato, il mio consiglio é quello di comprare il volume in una libreria indipendente o in una fumetteria, per sostenere l’editoria italiana di cui parliamo anche su questo blog. Tuttavia, se non vivi nei pressi di una libreria/fumetteria o se sei interessato a supportare il nostro blog, puoi acquistare questa opera (o qualsiasi altra cosa) attraverso questo link. Grazie per aver letto tutto l’articolo!

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