Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle?
Potremmo essere ovunque, e quello che vediamo potrebbe essere soltanto un grande inganno….


Ciao a tutti ragazzi! Eccoci con la mia primissima recensione!

Ho pensato relativamente a lungo a quale potesse essere il libro più adatto per questo primo passo, che in un certo senso potesse aiutare anche voi a capire quale sarà il genere principale che andrò a recensire. Alla fine, guardando la mia piccola libreria, mi sono illuminata: Wool, o meglio il primo volume della cosiddetta trilogia del silo.

Con questi tre libri ho avuto uno strano rapporto: è una di quelle serie che ho cominciato tempo fa per poi non terminare. Questa cosa penso non mi sia davvero mai, e dico mai, capitata nella mia storia di lettrice compulsiva. E non ricordo neanche il perché! Così ho pensato che, dovendomi riprendere dal trauma che è stato “A Dance with Dragons” (che non posso recensire perché.. ragazzi, lo farò più avanti, promesso, ma la ferita è ancora troppo fresca),  fosse il momento giusto di riprendere in mano questa saga.

RECENSIONE

Cosa dire di Wool? La copertina italiana vi crea un hype infinito: autori come Rick Riordan (che ha scritto best seller mondiali come Percy Jackson) lo hanno letto e trovato fantastico, definendolo in poche parole il romanzo della vita, dicendo che non si può fare meglio di così. E’ sicuramente il tipo di libro che aumenta al massimo le aspettative del lettore, senza però, a mio parere, deluderle.

Di genere distopico, ambientato in un mondo post-apocalittico, narra le vicende dei superstiti ad un disastro ambientale. L’aria è diventata irrespirabile e questo ha reso necessario l’isolamento in un silo sotterraneo, in un periodo non ben precisato, di questa piccola fetta dell’umanità . In questo ambiente, per favorire la pace tra gli individui e il buon funzionamento della società, vigono regole che ai nostri occhi potrebbero sembrare assurde (come ad esempio, citando quanto riportato in copertina, ad ogni nascita deve corrispondere una morte). Le gerarchie ben definite, i ruoli svolti da ciascuna persona e forse anche un pelo di buon senso hanno permesso la sopravvivenza delle varie generazioni che si sono susseguite, anche se con qualche difficoltà.

Le vicende si aprono con Holston, lo sceriffo del silo, scosso dalla prematura morte della moglie. Una morte a cui lei stessa si è condannata e che Holston non riesce a spiegarsi. Il dubbio, le incertezze, la sensazione che “il colpo di testa” della sua amata fosse dettato da delle ragioni ben precise lo convincono a perseguire le sue orme, dichiarando di voler uscire dal silo. La sua morte scatenerà una serie di eventi che poi condurranno al filone principale della trama, che ha come protagonista Juliette.

Juliette Jules Nichols, una donna giovane ed indipendente, capirà una cosa che forse dentro di lei ha sempre saputo: questa realtà, il silo con le sue regole, celano un segreto. Un segreto di cui Holston e sua moglie forse erano a conoscenza, una verità inaspettata con il potere di cambiare il suo destino e quello di tutti gli abitanti del silo.

La struttura del libro, dal punto di vista temporale, è decisamente particolare: non è lineare ma presenta gli eventi principali con innumerevoli salti avanti ed indietro nel tempo di durata variabile. La cosa che mi ha sorpresa, però, è che questo non genera confusione, ma aumenta ancor di più la voglia di portare a termine il racconto, di scoprire cosa c’è dietro quel mondo e soprattutto il perché del silo. Inoltre, questa tipologia di timing della storia  ha permesso di “calibrare” al millesimo di secondo i colpi di scena, che non sono mai troppo scontati o ravvicinati.

L’ambientazione è presentata gradualmente, in maniera fluida, a mano a mano che il protagonista di un determinato capitolo esplora una specifica sezione del silo. Questo la rende accattivante, leggera e coinvolgente e permette al lettore di avere l’immagine precisa del luogo in cui si trova il protagonista in quel momento. Il silo è descritto minuziosamente non solo come “struttura” o spazio, ma l’autore investe molto anche sul ruolo che ha ogni specifico luogo, sulla tipologia di persone che lo abitano, le relative gerarchie e le risorse disponibili.

I personaggi, in particolar modo i protagonisti, risultano ampiamente caratterizzati, non tanto per quanto riguarda l’aspetto fisico, quanto maggiormente per quello psicologico, legato ai pensieri, alle sensazioni ed al vissuto. Ad esempio, il senso di soffocamento di Holston nei primi capitoli è palpabile, Howey riesce a far trasparire tutto il dolore, la perdita, il senso di vuoto, la rabbia, la rassegnazione di questo uomo, mentre con Jules riesce a far percepire un vero e proprio  picco di  adreanlina (in particolare modo quando si mette a “curiosare”!).

La successione degli eventi, la presentazione delle ambientazioni ed il tipo di scrittura dell’autore sono davvero qualcosa capace di rasentare la perfezione. Nonostante si viva la storia da osservatore esterno, la cronologia e le modalità con cui si susseguono le vicende è totalmente coinvolgente.

Un libro assolutamente consigliato e non solo agli amanti del genere!

Curiosità

  • Esiste una collana di storie brevi antologiche, chiamata The Apocalypse Triptych, legata agli eventi della trilogia del Silo. E’ suddivisa in tre volumi (The end is near, The end is now e The end has come) che raccolgono vari eventi legati ad uno specifico momento del filone narrativo principale. Queste storie, inoltre, non sono state scritte tutte da Howey, ma hanno visto la collaborazione anche di altri autori quali ad esempio Scott Sigler.
  • Inizialmente, la saga del silo era costituita da ben 9 libri! I primi cinque, nati come racconti brevi, sono stati poi uniti per andare a costituire Wool, il primo libro di questa trilogia.
  • I diritti per un’eventuale trasposizione cinematografica sono stati acquistati dalla 20th Century Fox ma anche la Lionsgate si è dimostrata mooolto interessata alla produzione di film ispirati a questa serie! La regia sembra essere stata affidata a Ridley Scott e Steve Zaillian  (anche se, tuttora, i rumors in merito al film si fermano qui)
  • Dal romanzo Wool è nata anche una graphic novel! La trasposizione è opera di Jimmy Broxton, Jimmy Palmiotti e Justin Gray e contiene anche 20 pagine di materiale inedito che ci permette di capire come si è giunti alla scelta dei vari disegni, i primi schizzi e così via. Non è disponibile una versione italiana.
  • Howey pubblica romanzi con la stessa facilità con cui io entro in libreria dicendo di non comprar niente, per poi portarmi a casa anche la commessa: siamo a circa 30 romanzi tra serie e storie stand alone tutti editi tra il 2009 e il 2015. Una vera e propria macchina!
  • Wool è stato definito come “la versione fantascientifica (o Sci-Fi) di cinquanta sfumature di grigio”. Paragone secondo me (ma anche secondo molte altre opinioni tra cui quelle di Entertainment!) molto infelice! L’autore però in un’intervista ci ride su, pensando a tutte quelle signore che compreranno Wool e troveranno “un’amara sorpresa”!
  • Dato il grande successo on-line, ottenuto mediante l’autopubblicazione del romanzo su amazon.com,  lo stesso autore si è impegnato a finanziare la pubblicazione presso Simon&Schuster.

E voi cosa fareste se vi trovaste in un futuro post-apocalittico?


wool
TITOLO: Wool

AUTORE: Hugh Howey

CASA EDITRICE: Fabbri Editore

GENERE: distopico, Sci-Fi

PREZZO:
Copertina rigida € 12,67
Copertina flessibile € 10,20
Formato Kindle €4,99

Questo blog è affiliato ad Amazon.

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