Ti odio, anzi no, ti amo! – Sally Thorne

Le Muse dell'Aedo, Romanzi

Eccomi tornata sui miei amati libri! Purtroppo a causa degli esami di inizio novembre la mia produzione ha rallentato non poco. Tuttavia non ho mai smesso di leggere, anzi, ho un sacco di libri da proporvi. Per questo a partire da oggi usciranno a cadenza giornaliera delle recensioni brevi sui miei ultimi acquisti. Se mi seguite sui social sapete già di quali titoli sto parlando! Iniziamo con una storia d’amore e odio che mi ha conquistata.

Ti odio, anzi no, ti amo!

Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco.

Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy?

Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

Recensione 

ti-odioUna storia d’amore tra colleghi. Potrebbe sembrare banale e invece non è così. Lucy e Joshua sono personaggi ben costruiti, simpatici e divertenti. I continui scherzi, la loro battaglia quasi infantile, rende la storia frizzante e leggera. Un ottimo libro per liberare la mente e farsi contagiare dal buon umore.

Nota negativa: il titolo italiano. Scontato, veramente pessimo. L’originale inglese è “The hating game” e lo trovo molto più azzeccato: quantomeno induce un briciolo di curiosità nel lettore, cosa che l’altro non fa.

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