Una Gru Infreddolita: Storia di una Geisha

Fumetti, Le Muse dell'Aedo

A luglio é uscito in Italia un gioiello del fumetto orientale. Sto parlando di Una Gru Infreddolita: Storia di una Geisha, di Kazuo Kamimura. Un manga adulto, profondo. Uno dei primi esempi di gekiga, uno stile di fumetto orientale che cercava di staccarsi dai temi del manga commerciale.

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Molti prima di me ne hanno parlato in tanti sul web, e forse anche in maniera migliore di quanto mai possa farne io. Per questo motivo vi consiglio alcuni articoli che dovete assolutamente leggere se siete interessati a quest’opera, ma sopratutto al suo autore. Prima che ve ne andiate però, vorrei parlarvi di alcuni punti chiave di questa pubblicazione e di cosa ha suscitato in me la lettura.una-gru-infreddolita-cover

  1. Presentazione di Itezuru (questo il titolo originale dell’opera, che a me piace tantissimo) sul blog Una Stanza Piena di Manga;
  2. un articolo di Maria Teresa Orsi;
  3. intervista a Kamimura Migiwa (la figlia di Kazuo) sul blog Una Stanza Piena di Manga;
  4. un articolo di Paolo La Marca su Fumettologica;

(Per inciso, il blog Una Stanza Piena di Manga é il blog di Paolo la Marca, traduttore di Una Gru Infreddolita e in generale traduttore ufficiale di Kazuo Kamimura).

L’Edizione Migliore al Mondo

Ebbene si, questa volta abbiamo superato persino i giappo. Quella che tenete in mano (o che spero terrete in mano presto) é l’unica edizione completa al mondo. Non si sa come mai, ma persino il volume giapponese di Una Gru Infreddolita é mancante di 2 capitoli (in particolare l’8 e il 13). Il recupero di queste due parti é stato possibile grazie alla scansione delle riviste originali su cui la storia é apparsa la prima volta (con l’approvazione di Migiwa Kamimura ovviamente), possedute da Paolo la Marca.

Kazuo Kamimura e le Donne

Dalle interviste che vi ho linkato in precedenza appare come Kazuo Kamimura fosse un autore che amava molto le donne, a tal punto da saperne interpretare l’animo e i sentimenti.

Proprio in quel periodo soffrivo a causa di una relazione sentimentale e mi sono sorpresa nel constatare quanto mio padre comprendesse a fondo l’animo femminile – Kamimura Migiwa

Con le sue storie “si arriva a una raffigurazione più sfaccettata, complessa e in cui non mancano profonde introspezioni psicologiche. In pratica, una raffigurazione che racchiude tutte le sfumature dell’essere donna.” (Paolo la Marca)

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Questo possono confermarlo tutti coloro che hanno già letto l’opera. In Una Gru Infreddolita il rapporto tra il lettore e la piccola Tsuru si crea già dalle primissime pagine, complice il tratto del maestro e la semplicità della narrazione che é di un semplice disarmante. Tutto questo senza mai scadere nella banalità e creando un’opera che ha un forte tratto documentaristico.

Per l’uomo medio occidentale la parola “geisha” é sinonimo di prostituta. Una delle prime cose che ci insegna l’opera é che, sebbene esistessero le geishe che andavano a letto con (tutti) i propri clienti, il loro obiettivo principale era quello di intrattenere gli uomini. Per fare questo le ragazze dovevano sfoggiare una cultura e un’abilità nelle arti che fosse superiore della tipica istruzione media di una moglie giapponese, e questo comportava tanti studi e sacrifici in tenera età.

Personalmente, sebbene tutta l’opera sia di livello molto alto, la parte che più ho apprezzato é stata la prima, quella che racconta una Tsuru bambina, ribelle, capricciosa, alla scoperta del “mondo dei fiori e dei salici” e del suo essere donna.

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Conclusione

Non posso che consigliarvi l’acquisto di un’opera del genere. Come valore aggiuntivo c’é da dire che il volume é stato stampato in un formato più grande del solito (circa perfect edition, se non qualcosa in più), con una qualità della carta molto alta. Il prezzo di 14€ lo trovo del tutto adatto, considerando anche che si tratta di 400 pagine, é perfettamente in linea con altre pubblicazioni dello stesso genere.

Se non siete ancora convinti, andate a leggere gli articoli che vi ho linkato prima (in particolare l’intervista alla figlia dell’autore) e vedrete che ne rimarrete ammaliati. Se invece l’avete letto, fatemi sapere anche voi cosa ne pensate. Noi ci sentiamo la prossima settimana con un nuovo articolo. Alla prossima!

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