UT – Una Storia d’Amore

Fumetti, Le Muse dell'Aedo

UT é una delle più grandi novità della “nuova” SBE. Sei mesi fa, al suo esordio quando ancora non si sapeva niente dell’opera, non si parlava d’altro. Ora che l’opera é giunta a compimento non se ne parla più. Ah, i misteri del web (e dell’uomo). Purtroppo non ho le capacità e le conoscenze adatte per addentrarmi all’interno di tutta la simbologia presente in un’opera così complessa. Tuttavia con questo articolo, oltre che fare una recensione critica dell’opera e di quello che ha rappresentato per la Bonelli, vorrei cercare di raccontarvi “il mio UT”, ovvero quello che io ho portato a casa dalla storia.

ut-copertina

WARNING: scrivendo l’articolo mi sono accorto che, per quello che voglio fare, é veramente impossibile parlare di questa opera senza presentare ciò che avviene negli ultimi 3 albi e nel finale. Se non volete spoilers, non continuate. Per una recensione più generalista, vi consiglio questo articolo.

La storia di UT

UT é una creatura strana, che vive in un mondo strano, circondato da cose strane e atmosfere strane. E’ al servizio di un tipo, di nome Decio, e il suo compito é proteggere Iranon, un’altra strana creatura appena uscita da un sonno lunghissimo, e che non ricorda niente di sé. Si mette però alla ricerca delle Case, oggetti misteriosi e ormai leggendari, che però scopriremo avere una funzione ben precisa in questo mondo: generare gli esseri viventi.

ut-1-preview-1In questo mondo non esistono più gli umani, sono scomparsi. Al loro posto abbiano nuove specie che assomigliano esternamente all’uomo ma hanno caratteristiche e usanze diverse. Anche la società come la conosciamo noi é completamente sparita: niente più figure di riferimento, niente madri, niente figli, niente autorità. Questo mondo non convenzionale é proprio uno dei punti di forza della miniserie: quando leggiamo una storia abbiamo sempre dei punti di riferimento, i personaggi hanno dei ruoli ben precisi nella società che li circonda, e tutto funziona come nel nostro mondo. Qui no: siamo scaraventati in un universo completamente nuovo, e non sappiamo come funziona. Questa atmosfera estraniante però può anche essere un’arma a doppio taglio: rende tutto più interessante quando ci si é abituati, ma al primo impatto (e sopratutto senza gli approfondimenti a fine volume) il lettore si sente completamente spaesato, e questo risulta in una lettura più lenta e difficile.

UT e Iranon all’inizio non si vedono di buon occhio, e questo é dato dalla loro diversità. Iranon é l’unico essere di questo mondo che cerca ancora di rispondere alle domande caratteristiche di noi umani: “Chi sono?”, “Da dove vengo?”,… domande a cui nessun altro cerca risposta proprio per la non convenzionalità di come é costruita questa nuova società. Dall’altra parte abbiamo UT, una creatura assolutamente semplice, infantile, istintiva e feroce. Come la maggioranza degli abitanti di quel mondo non é abituato a pensare.

Tutta la trama é basata sulla ricerca delle case. Molti sono i personaggi che incontreremo durante la storia, ma possiamo facilmente individuare i principali. Primi fra tutti ci sono Yersinia e Leopoldo: la loro importanza risiede nelle emozioni che risvegliano in UT e nel percorso che gli fanno compiere. E’ proprio per loro che UT fa tutto questo: loro sono le uniche due creature che UT “ama”, per quanto questa parola in quel mondo possa avere un significato diverso. Ed é proprio la non convenzionalità di questo mondo che rende possibile interpretare questo nuovo tipo di amore, che non prevede l’attrazione sessuale o ciò a cui normalmente siamo abituati a pensare.

Ci sono poi i tre architetti genetici: Decio, Caligari, e Gau. Questi personaggi sono profondamente differenti tra loro, ma sono tutti e tre subdoli e ognuno cerca di girare le carte a proprio vantaggio, a dispetto delle apparenze. Alla fine sono arrivato ad odiarli profondamente: Caligari (ovviamente) per la cattiveria gratuita, Gau per la sua indole subdola e Decio perché ci ha mentito fin dall’inizio della storia, pur sembrando il personaggio più insicuro.

Infine ci sono altri personaggi, che sono si importanti ma che potremmo definire “di contorno”: lo scultore Labieno, le sculture Mizar e Alcor, le tre copie Iv, Tommasa e Hor, e anche l’originale Iv. Quest’ultima é in realtà un personaggio molto più che secondario, ma purtroppo devo ancora metabolizzare il suo ruolo nella storia.

Alla fine UT e Iranon riescono a raggiungere il loro obiettivo? Non lo so, questo dovete capirlo voi leggendo tutta la storia.

Disegni e Confezione

Non si può negare: Corrado Roi, nell’arte del disegno, é un maestro. Le sue tavole riescono a trasmettere sia un’atmosfera di disfacimento e primitività propria del mondo da lui creato, sia allo stesso tempo una sorta di atmosfera onirica. I simbolismi e i riferimenti grafici sono talmente tanti che nemmeno saprei descriverli (e probabilmente la maggior parte nemmeno li ho colti… anzi, sicuramente). Il suo disegno lascia interamente trasparire tutte le emozioni dei personaggi. Se proprio non vi piace la storia, l’acquisto potrebbe meritarselo anche solo per i disegni.

Le cose sono meno rosee per quanto riguarda la confezione: se per il formato ci troviamo davanti al classico bonellide da 98 pagine, la grafica (dell’edizione regolare) e la carta delle copertine lasciano un po’ a desiderare. Per quanto riguarda la prima, non ci siamo: si fa veramente un passo indietro rispetto all’eleganza che le ultime pubblicazioni Bonelli hanno avuto. Probabilmente si voleva rispecchiare la durezza di quello che si sarebbe trovato dentro? Non lo so, ma se così fosse, in questo punto hanno fallito. Per quanto riguarda la carta usata per la copertina, probabilmente é anche questione di gusto personale, ma la consistenza non é plastificata/lucida come le copertine delle serie regolari. L’opacità a me piace, non apprezzo però il fatto che anche solo con l’umidità della mano che si appoggia durante la lettura, la copertina si imbarca. Se di questo può non fregare niente a uno che ha preso la regular,  può interessa invece chi ha preso la variant; ma di questo ne parliamo nel prossimo paragrafo.

La Manovra Editoriale

UT, oltre che rappresentare una novità per i temi trattati, rappresenta anche la volontà della Bonelli di avvicinarsi al mondo delle fumetterie. Questa storia é infatti uscita in contemporanea in un doppio formato: una versione regular per le edicole, e una versione variant per le fumetterie con copertina inedita fatta da un disegnatore diverso ogni volta, e in più 16 pagine di approfondimenti a colori in fondo al volume. La prima a un costo di 4€, mentre la seconda al costo di 5,50€.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Io ho la versione variant, sia per le cover molto belle (che potete ammirare nella galleria qui sopra), ma sopratutto per gli approfondimenti. Senza di questi probabilmente il mio giudizio sulla miniserie sarebbe stato molto differente. La qualità di questi redazionali é veramente pregevole: ogni approfondimento é sviluppato in modo da interessare il lettore, ma non é neanche troppo lungo in modo da non annoiare chi su quella cosa non vuole leggerci un saggio. Inoltre é sempre presente una piccola intervista all’autore della variant cover, che spiega come si é calato nel mondo di UT e cosa ha voluto esprimere con la propria arte. Se i complimenti al lavoro di Roi e Barbato certe volte suonano un po’ troppo di circostanza, il ragionamento dietro alla scelta del soggetto mi ha fatto cambiare idea sull’effettiva appropriatezza della cover più di una volta.

La mia preferita é in assoluto quella di Lola Airaghi: oltre a presentare il protagonista, l’illustrazione rimanda all’effettivo simbolismo della storia che troviamo all’interno dell’albo, il cancello di Labieno. Questa é la figura che più mi ha colpito di tutta la storia, la quale sta a rappresentare l’assenza di ogni possibilità di fuga per le specie presenti in questo mondo. Inoltre come dice la Barbato, il cancello é più subdolo di un portone: ti sbarra la strada, ma non ti impedisce di vedere ciò che non puoi raggiungere.

La cover della Airaghi (grazie al contrasto dato dal rosso su sfondo bianco) colpisce il lettore e lo attira a se…dice “leggimi, leggimi!”. Ne voglio immediatamente una stampa o una litografia da appendere!

E (scusate, non resisto) via alla top 6 delle variant cover:

  1. Lola Airaghi, per i motivi di cui sopra;
  2. Fabrizio de Tommaso, per la potenza del colore e per il soggetto;
  3. Vanna Vinci, per l’intervista, che mi ha fatto completamente cambiare opinione su questa cover;
  4. Corrado Mastrantuono, per la sensazione di ansia che mi fa provare questa copertina;
  5. Tony Sandoval, per l’intervista, che mi ha fatto completamente cambiare opinione su questa cover (in negativo però);
  6. Nicola Mari.
ut-1-preview-2

Leopoldo

La cosa che ha colpito di più all’annuncio della miniserie é stata l’inusuale distanza dal tema cardine delle pubblicazioni Bonelli, ovvero l’avventura. Non sono sicuro che una storia del genere fosse una storia da edicola, considerando anche la situazione in cui verte questo canale di distribuzione oggigiorno. E’ anche vero che per questa casa editrice l’edicola é ancora (e secondo me sarà per molto tempo ancora) il maggior canale di distribuzione dei proprio albi, data la diffusione capillare in tutt’Italia, cosa che non é assolutamente vera per le fumetterie. Bisogna quindi fare un doppio plauso alla Bonelli: per il coraggio di aver pubblicato una storia del genere cercando di abbracciare un pubblico più vasto possibile, e per aver riconosciuto alle fumetterie il posto che meritano fornendo loro un prodotto più adatto al pubblico che le frequenta.

Conclusione

Siamo arrivati in fondo a questo post mostruoso. A parte per la confezione quindi (che comunque, dopo un po’ chissene, io pago per la storia) UT vale appieno i soldi spesi. Ripeto, se dovete ancora comprarla, andate di edizione da fumetteria, i redazionali vi apriranno un mondo tutto nuovo. Non ci resta che aspettare la versione da libreria in grande formato e con articoli redazionali un po’ più approfonditi, più adatti al nuovo pubblico di riferimento (che forse é il pubblico di riferimento naturale di questa storia). Ma per favore, attenti alla grafica!
Come sempre se volete dire qualcosa i commenti sono li apposta. Alla prossima! (vi prometto che non sarà così lunga!)

Annunci

Lascia un commento, siamo interessati alla tua opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...