Alice nel Paese delle Meraviglie – Carroll come “progenitore surrealista”

Speciali

Introduzione Eccoci arrivati al terzo ed ultimo speciale riguardante il magico mondo creato da Lewis Carroll. Nel brano seguente si tratterà del suo legame con l’arte, in particolare con il surrealismo. 

Testo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio, gli immortali romanzi di Lewis Carroll, hanno affascinato e ispirato molte generazioni di artisti fin dalla prima pubblicazione, avvenuta nel 1865. I suoi indimenticabili personaggi si sono impressi nella memoria collettiva, permettendo agli artisti di epoche diverse di utilizzarli per esprimere determinate idee all’interno delle loro opere. Ancora oggi gli artisti traggono ispirazione dai personaggi di Carroll e dai temi dei suoi romanzi, esplorando soggetti come il viaggio dall’infanzia alla vita adulta, la questione del tempo, il rapporto tra linguaggio, significato e non senso, la tensione tra percezione e realtà.

Nel Novecento il primo movimento artistico che si è confrontato con il libro di Alice è il surrealismo. Concludendo la fascinazione di Carroll per l’arcano e l’inatteso, i surrealisti –molti dei quali erano anche poeti e scrittori- consideravano l’autore vittoriano come un loro precursore e nelle sue invenzioni letterarie vedevano prefigurata la loro critica al Razionalismo.
A partire dagli anni ’30, i surrealisti furono attratti dai mondi fantastici ideati da Carroll, in cui le leggi naturali sono sospese in favore di regole soggettive e apparentemente casuali. André Breton, membro fondatore del movimento surrealista, scrisse: “tutti coloro che conservano un senso di ribellione riconoscono in Lewis Carroll il loro primo maestro nell’arte di marinare la scuola”. La Seconda Guerra Mondiale fornì un nuovo contesto all’interesse del surrealismo per Alice. A quell’epoca molti artisti furono costretti a fuggire dall’Europa continentale. Nelle opere realizzate durante l’esilio, diversi surrealisti si ispirarono alle storie di Carroll, vedendo nella figura di Alice un’eroina caparbiamente libera in un mondo assurdo e arbitrario.

salvador dalì

The Rabbit sends in a Little Bill, Salvador Dalì, 1969

Sebbene molti artisti britannici avessero soggiornato a Parigi e fossero entrati in contatto con i surrealisti negli anni ’20, il Surrealismo attecchì lentamente in Gran Bretagna. Qui il movimento emerse ufficialmente solo nel 1936, con la fondazione del Gruppo Surrealista Britannico, ribattezzato “I Figli di Alice”, e con la First International Surrealist Exhibition, allestita alla New Burlington Galleries di Londra dall’11 giugno al 4 luglio.

Il Surrealismo britannico era diventato una realtà. Consapevole del ritardo con cui si manifestava rispetto al Surrealismo continentale, H. Herbert Read difese il contributo britannico al momento nel catalogo della mostra, affermando che una nazione che aveva generato un surrealista come Lewis Carroll era “naturalmente incline” al Surrealismo. Molti artisti non si limitarono a far parte del Gruppo Surrealista Britannico ma formarono il comitato organizzativo della mostra del 1936 e firmarono un manifesto in cui si affermava che Carroll era il loro “progenitore surrealista”. Le opere di questi artisti hanno diversi aspetti in comune con il Paese delle Meraviglie, dalla frantumazione o decostruzione del tempo e del linguaggio, alle atmosfere sognanti di mondi fantastici.

BIBLIOGRAFIA
Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie, Feltrinelli, Milano 2010

Gavin Delahunty, Christoph Benjamin Schulz, Alice in Wonderland, Mondadori Electa S.p.A., Milano 2012

Giorgio Cricco, Itinerario nell’arte, volume 5, Zanichelli, Bologna 2011

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Alice nel paese delle meraviglie. Catalogo della mostra (Rovereto, 25 febbraio-3 giugno 2012)

Itinerario nell’arte 5. Per le scuole superiori.

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