Introduzione Torniamo a parlare, a circa due mesi di distanza, delle “Cronache di Camelot” di Jack Whyte. Più precisamente analizzeremo il finale della serie, pubblicato in Italia sempre da Piemme, ma sotto la serie “Io, Lancillotto”. Tranquilli, sarà una recensione corta in quanto la maggior parte di quello che c’é da dire é già stato detto precedentemente. Parleremo in particolare però del finale e del come Whyte ha gestito la trama. Buona lettura!

ioLancillottoBox

Trama I quattro libri hanno come protagonista ovviamente Lancillotto (il cui vero nome é in realtà Clothar). In particolare nei primi due lo seguiamo dall’infanzia sino alla maturità, ovvero fino al suo arrivo a Camelot. Egli infatti é un Franco (anche nella leggenda) e l’autore, per rispettare questa caratteristica lo fa cresce sulle sponde del lago di Ginevra, nella conte di Benwick. Verrà poi istruito dal vescovo Germano (lo stesso vescovo della saga precedente) nella scuola di Auxerre.

Germano é anche colui che lo invia a Camelot, per contattare il suo vecchio amico Merlino riguardo a certe faccende non molto chiare. Qui Clothar conosce Artù e diventano grandi amici. Segue poi la storia di Camelot governata da Artù, ormai divenuto riotamo (sommo re) di tutta la Britannia. Ma Camelot rimane comunque un piccolo regno che suscita le invidie e le bramosie degli altri sovrani. Lancillotto e Artù saranno costretti ad affrontare numerose guerre per poter mantenere intatto ciò che i loro antenati hanno costruito.

Personaggi Anche in questa saga i personaggi sono moltissimi: ritroviamo ovviamente Merlino e Artù con i suoi amici, ma abbiamo un nuovo gruppo di Franchi compagni di Clothar, come Perceval e Tristano. Come sempre la loro caratterizzazione é molto buona; tuttavia sono rimasto colpito dal modo in cui l’autore tratta Ginevra. Questo personaggio infatti, che dovrebbe essere uno di quelli principali, passa abbondantemente in secondo piano e non gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della trama, come invece uno si aspetterebbe.

Ho trovato bello lo scrivere tutta una saga su Camelot senza mai avere il punto di vista diretto di Artù. Abbiamo infatti conosciuto bene Publio Varro, Merlino, Lancillotto e persino Uther, ma Artù é sempre stato descritto filtrato dai pensieri degli altri protagonisti. Questo contribuisce a mantenere la sua figura più curiosa e intrigante, oltre che lasciare un alone di mistero su tutto ciò che lo riguarda.

ioLancillotto1Narrazione Qui iniziano a mio avviso un po’ i punti deboli dei romanzi. Come l’autore mette in luce nelle note finali, i due romanzi originali sono pensati per essere letti senza l’ausilio della prima parte. Questo però ha reso necessario inserire durante la narrazioni lunghissime (direi anche interminabili) parti che riassumono ciò che é accaduto precedentemente, per permettere a ogni lettore di capire le varie situazioni in cui Lancillotto si viene a trovare. Ovviamente per chi ha già letto i romanzi precedenti, queste parti sono una noia mortale e rallentano tantissimo il ritmo della narrazione.

Rimane però la presenza di un sacco di informazioni storiche molto interessanti (come la differenza tra la situazione dell’Europa effettiva e percepita durante l’invasione degli Unni), oltre che a profondi discorsi di stampo filosofico su alcuni argomenti (come l’amore).

Mi ha lasciato invece molto contrariato il finale. Accade tutto nel giro di pochi capitoli, come se l’autore si fosse stufato di scrivere e avesse deciso improvvisamente di dover dare una conclusione al tutto. Non viene approfondita la storia tra Lancillotto e Ginevra, non viene approfondito il rapporto tra Artù e Ginevra. Semplicemente tutto sta andando bene, di colpo c’é un salto temporale di 7 anni, e tutto finisce. Da una serie di romanzi che spiega nel dettaglio tutto ciò che accade, mi aspettavo ben altro.

Conclusione In fin dei conti la saga rimane di buon livello, e la lettura é consigliata sopratutto agli amanti del genere storico. Questo però é un esempio di come un finale “sbagliato” possa deludere il lettore e sminuire la percezione della bellezza del resto dell’opera. Ci sentiamo la prossima settimana con un articolo sui fumetti preferiti di gennaio. Buona lettura!

Voto finale: 8.

Annunci

Lascia un commento, siamo interessati alla tua opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...