Introduzione Oggi parleremo di un argomento abbastanza importante nel panorama fumettistico odierno. Nello specifico vorrei parlare del fenomeno delle cover variant che in questo ultimo periodo stanno spopolando. Come al solito mi sa che la prenderò molto alla larga. Buona lettura!

La Mania del Collezionismo Ogni buon lettore di fumetti che si rispetti, quando parla dei propri fumetti, si rivolge ad essi con il termine collezione; pure io mi ci metto in mezzo, mi suona strano dire “guarda che bella raccolta di fumetti che ho”. Tuttavia non ho mai sentito Francesca o qualche altro appassionato lettore dire “ma che bella collezione di libri che ho”; generalmente si parla di collezioni di libri solo quando ci si riferisce a raccolte di libri antichi, non certo libri pubblicati recentemente. Vi siete mai chiesti il perché di questa differenza? Io si, e sinceramente non saprei darmi una risposta.

E’ anche vero che su internet é pieno di persone che giocano a chi ha la collezione di fumetti più grossa, o a chi ha più roba autografata e in edizione limitata. Ognuno deve sbandierare quanto ce l’ha grosso (lo scaffale in cui tiene la roba intendo). Gente che compra tutte le variant, tutte le edizioni di una singola storia, tutto ciò che riporta il marchio “tiratura limitata”. Ma perché? E’ così importante spendere di più per avere tutto in formato cartonato? E’ così importante avere tutte le variant di un singolo albo? Ora che ce le hai la storia é più bella?
(Per chi non é tanto dentro al mondo fumettistico e non sa che cosa é un albo variant, in pratica consiste nella copia esatta della versione dell’albo in question, fatta eccezione per la copertina, differente e stampata (di solito) in tirature più limitate e vendute ad un prezzo maggiore)

Una Vera e Propria Droga Mi rivolgo ora a quelli che leggono questo articolo e magari sono dei collezionisti incalliti: non vorrei si offendessero in quanto io sono il primo a capire questa situazione. Io ho il forte e irrefrenabile impulso di volere tutto ciò che é in edizione limitata. Quando avevo la passione per le miniature della GW, mi ricordo persino di aver comprato una scatola di nani minatori di Warhammer in edizione limitata: una scatola del tutto uguale a quella base, che però ne conteneva 20 invece di 10!!! (per fortuna ero piccolo e ho una scusante).
Allo stesso modo, ho incominciato a leggere fumetti circa in concomitanza con l’uscita del primo albo italiano di Star Wars, edito da Panini Comics. Volevo a tutti i costi il cofanetto, contenente ben 6 copie dello stesso albo, al modico prezzo di 10 volte quello dell’albo base. Poi mi sono fermato a riflettere un attimo: ma quelle 6 copertine differenti mi faranno veramente apprezzare di più la storia che c’é all’interno?

Conseguenze Detto questo, il punto non é che ci sono delle persone che collezionano assiduamente, e neanche che non ci si deve comprare qualche albo con copertina variant ogni tanto. Il problema é invece che ultimamente le case editrici sembrano marciarci sopra, e alla grande. Sfruttando il diffondersi dell’idea che gli albi variant un giorno varranno un sacco di soldi, e sfruttando quelle persone che collezionano per farsi vedere grandi, ora le edizioni limitate spuntano come funghi. Addirittura la Bonelli si é messa a produrne, anche se per fortuna solo per le occasioni speciali.

Lo sfruttamento di questo fenomeno prima di tutto rischia di far collassare un mercato che sta avendo problemi, e secondo fa passare totalmente in secondo piano il comprare un fumetto perché si vuole leggere una bella storia.

Conclusione Poche sono ancora le case editrici che resistono al richiamo di questo fenomeno. Con questo articolo, scritto nelle giornate di studio in cui di studio non se ne vuole neanche sentir parlare, volevo semplicemente condannare una politica editoriale che rischia di danneggiare gravemente un intero mercato, oltre che essere irrispettosa nei confronti dei lettori. Una colpa però va anche data non a chi compra qualche variant o qualche edizione di lusso, ma a chi le compra tutte senza nemmeno pensare a quello che sta facendo. Questo comportamento favorisce questa politica di pubblicazioni e convince ancora di più le case editrici a perseguirla.

Detto questo spero di non avervi annoiato (anche se so che con gli sproloqui é così) e vi auguro una buona lettura. Ci vediamo la prossima settimana con la recensione della saga conclusiva delle avventure di Artù da parte del buon Jack Whyte. A presto!

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3 pensieri su “Collezionare o non collezionare? – Alcune considerazioni sul fenomeno variant

  1. “Materiale da collezionisti”, ecco come definirei le variant. Io non le compro soprattutto perché sono tirchio (LOL!) e non mi va di spendere soldi in più solo per una copertina differente (ché a me interessa la storia, non la copertina). Detto questo, devo però ammettere che alcune variant sono davvero ma davvero belle e, tutto sommato, non biasimo chi sceglie di spendere qualche soldo in più per una cover esclusiva. Insomma, se c’è chi colleziona francobolli…

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    1. Allora mi sa che soffriamo della stessa malattia, la tirchiaggine 🙂 In ogni caso, é vero, ci sono delle variant che sono spettacolari (tipo quella del n°1 di “Miracleman” di Gaiman, che mi pento di non aver preso) e chi ha voglia di spendere soldi (o chi ci riesce) ha tutto il diritto di prenderle.
      Quello che, a mio modo, cercavo di criticare io non era affatto il collezionare, ma l’eccessivo sfruttamento di questa mania del collezionismo. Il problema é che molta gente compra queste variant perché pensa che tra qualche anno varranno un sacco di soldi, mentre invece non é così… tutto dipende da domanda e offerta del mercato. Spesso ultimamente le variant hanno una tiratura paragonabile a quella degli albi normali, il che non le rende “speciali” come dovrebbero essere e di conseguenza non essendo di così difficile reperimento il loro valore non aumenterà di molto.

      Poi può anche darsi che qualche albo diventerà una rarità, ma non sarà la regola bensì l’eccezione.

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      1. Purtroppo è vero, le case editrici se ne approfittano aumentando i prezzi dei singoli volumi nascondendosi dietro la facciata del “volume a tiratura limitata” (che poi tanto limitata non è). E aggiungo rarità alla rarità: la versione variant, della perfect edition, esclusiva per il Lucca Comics.
        Se uno compra una variant perché gli piace, va bene; se la compra per spirito di collezionismo, anche; ma se la compra pensando di aver messo le mani su un prodotto dal valore inestimabile, come hai ben detto, sta solo sprecando soldi.

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