Le Cronache di Camelot – Jack Whyte

Le Muse dell'Aedo, Romanzi

Introduzione Oggi, finalmente, recensirò la mia prima serie di libri. Per l’occasione andremo a calarci nel ciclo bretone, o meglio in una sua rivisitazione. Siamo sempre abituati a pensare ad Artù e Merlino come personaggi delle leggende, ma se fossero esistiti davvero? Come sarebbero stati? Dove avrebbero vissuto? Quale sarebbe stata la loro vera storia? Tutto questo ce lo racconta Jack Whyte nella saga “Le Cronache di Camelot”. Se vi hanno sempre affascinato le storie dei cavalieri della tavola rotonda, qui troverete pane per i vostri denti.

leCronacheDiCamelot

Edizione Piccolo cambio di struttura della recensione: non parleremo subito della trama ma dell’edizione italiana. Eh si, perché ovviamente noi Italiani dobbiamo essere originali, e vogliamo cambiare le edizioni estere (e questa é veramente una cosa che odio).

In originale la serie presenta nove volumi e copre un periodo storico molto lungo, ovvero dalla vita dei fondatori di Camelot (per intenderci il nonno di Merlino) fino alle vicende con Lancillotto e la morte di Artù insieme a tutti i suoi ideali. In Italia invece é un macello: la serie é stata smembrata in due, “Le Cronache di Camelot” e “Io, Lancillotto”, pubblicate entrambe da Piemme. La prima comprende 8 libri, la seconda 4. Ora i più svegli noteranno che i conti non tornano, questo perché l’editore ha deciso di spezzare a metà alcuni libri, probabilmente per guadagnarci più soldi (se qualcuno é al corrente di qualche altra ragione me lo faccia sapere, io non ne vedo). In ogni caso questa prima serie é molto difficile da reperire in edizione cartacea, ma é tutta disponibile in versione ebook (almeno per il Kindle, quindi presumo anche in formato .epub) oppure in biblioteca.

laStirpeDellAquila

La Stirpe dell’Aquila

LA LEGGENDA DELLA PIETRA CADUTA DAL CIELO

Dal cielo notturno cadrà una pietra
che cela una fanciulla nata da profondità tenebrose,
una fanciulla i cui femminili misteri, nutriti dal fuoco,
daranno vita a una spada scintillante, baluginante.
Una spada fiammeggiante e splendente la cui potenza
genera guerrieri. Ma quest’arma conterrà anche
le astuzie di una donna e traccerà terribili fatti di uomini;
darà il nome a un’epoca; incoronerà un re,
che prenderà il nome da un popolo della montagna,
che crede di essere stato generato dal seme di un drago;
uomini vigorosi e feroci, eroici, prodi e forti,
e nelle loro anime vi è grandezza.
Questo re, questo monarca, potente oltre l’immaginabile,
forgiato nella gloria, cantando un canto di spade,
confondendo i mortali con magica follia,
darà vita a una leggenda, e tuttavia non lascerà nessuno
a condurre al trionfo il suo esercito dopo di lui.
Ma la morte non svilirà mai il suo destino che,
non morendo, vivrà per sempre, per essere ricordato.

Trama I primi due libri sono incentrati sulla vita di Gaio Britannico e Publio Varro, rispettivamente legato imperiale (comandante di una legione) e suo Primus Pilus (capo dei centurioni della legione). Tra i due nasce una profonda stima reciproca grazie alla professionalità che entrambi dimostrano nel proprio lavoro. Questa stima si trasformerà in una grande amicizia quando entrambi saranno congedati dai loro incarichi, rafforzata ancora maggiormente dopo il matrimonio tra Publio e Luceia, sorella di Gaio.

Siamo nella seconda metà del III secolo d.C. e si cominciano a captare i primi segni di cedimento di quello che é stato il grande Impero Romano; tuttavia la maggior parte della gente é restia a credere alla distruzione di un’entità che rappresenta una certezza nella vita di molti. Gaio Britannico però non si fa illusioni e, insieme al suo amico Varro, fonda nella Britannia sud-occidentale una colonia sul modello dei Bagaudi, ovvero organizzata in modo da essere autosufficiente in tutto, sia dal punto di vista del sostentamento sia della difesa da incursioni esterne.

Arrivano ben presto i primi problemi, sia a livello organizzativo sia a livello personale, ma saranno sempre superati, non senza sacrifici. Intanto Publio Varro, che dopo essere stato congedato diventa fabbro, cerca di costruire una spada (chissà quale, vi chiederete voi) con un materiale molto particolare.

Seguono poi altri due libri in cui seguiamo sempre le vicende in quel della colonia, che ben presto diventa famosa in tutta la Britannia come Camolud (nome celtico di Camelot). Questa volta però il punto di vista é quello di Merlino Britannico, imparentato strettamente con i due fondatori della colonia. Merlino, insieme al cugino Uther Pendragon, daranno un grande contributo allo sviluppo della colonia. Li seguiremo nelle loro paturnie infantili, nei problemi adolescenziali e successivamente in tutte le conquiste (amorose e territoriali) che dovranno affrontare una volta adulti e assunta il loro ruolo nella società.

laDonnaDiAvalon

La Donna di Avalon

Nei due libri ancora successivi seguiranno eventi tragici che vedranno la morte di alcuni personaggi importanti insieme alla nascita del piccolo Artù, che seguiremo in tutta la sua crescita al fianco di Merlino, fino alla sua assunzione di un ruolo estremamente importante per tutta la Britannia.

Infine gli ultimi due libri (che in realtà sarebbero uno unico) ci raccontano le vicende narrate in “La Stirpe dell’Aquila” e “Il Sogno di Merlino”, ma dal punto di vista di Uther, fornendo spiegazioni ad alcuni misteri che si sono incontrati negli avvenimenti precedenti.

Personaggi In questa serie é presente veramente una pletora di personaggi (sia principali che secondari) tutti descritti molto approfonditamente a livello psicologico e caratteriale. La scrittura in prima persona infatti consente al lettore di immedesimarsi prima nel personaggio di Publio Varro e successivamente in quello di Merlino, scandagliando i fatti tramite le loro opinioni personali e seguendo tutti i loro ragionamenti. Tramite loro inoltre conosciamo (o crediamo di conoscere) a fondo anche gli altri personaggi che affollano la vicenda, ma sempre attraverso il “filtro mentale” del protagonista.

Non sto qui a elencarvi anche solo i personaggi principali in quanto sarebbero veramente troppi, ma voglio fare due menzioni d’onore per i miei personaggi preferiti. Il primo é ovviamente Merlino di Camelot, una figura riuscitissima: gli altri lo credono un sapiente e un mago a causa di alcuni avvenimenti con cui ha avuto a che fare, ma noi sappiamo che lui é solo una persona intelligente, in continua crescita e alla scoperta del mondo che lo circonda, e con un senso del dovere molto grande. La seconda figura che ho apprezzato maggiormente é quella di Uther, che ho rivalutato molto negli ultimi due libri della serie. Dal punto di vista di Merlino potrebbe sembrare un personaggio semplice e un po’ barbaro, ma capiremo invece che anche lui possiede un animo profondo e contorto.

ilSegnoDiExcalibur

Il Segno di Excalibur

Narrazione La prosa di Jack Whyte l’ho trovata molto coinvolgente. In primo luogo la scelta di una narrazione in prima persona (solo nei primi 6 libri) garantisce al lettore di immedesimarsi di più nella storia. Inoltre c’é un uso massiccio di discorsi diretti, che io apprezzo molto di più delle descrizioni; discorsi sempre molto naturali e ben calibrati.

L’autore, oltre a descrivere un contesto storico molto preciso, riempie i romanzi di informazioni molto interessanti sia sulla tecnica militare dell’Impero Romano, sia sulla situazione politica, sia riguardo ad argomenti teologici, eresie ed evoluzioni nel pensiero ecclesiastico. Informazioni che vengono apprese in modo naturale dal lettore leggendo i discorsi tra i vari personaggi. Un argomento di quelli che ho apprezzato di più all’interno di tutti i romanzi é la descrizione del processo di nascita della cavalleria che ha completamente stravolto il modo di combattere di quei tempi: il fatto di andare in guerra su un cavallo e di cavalcare su una sella, cosa che a noi sembra totalmente scontata, era una cosa impensabile e strana in una società di stampo romano, in cui la fanteria la faceva da padrona. Vediamo quindi nascere il concetto di cavaliere quasi per caso, per poi essere continuamente rimaneggiato fino a raggiungere il significato odierno, ovvero si di guerriero a cavallo ma soprattutto contraddistinto dalla nobiltà d’animo e dal rispetto di ideali nobili e puri.

Devo ammettere che però, a tratti, la narrazione subise un calo di ritmo dovuto alla ripetizione di informazioni o avvenimenti descritti in precedenza. Tuttavia se si riesce a saltare questi momenti di stallo, i romanzi si leggono molto piacevolmente.

Conclusione Sono rimasto molto colpito da questi romanzi, che uniscono un contesto storico accurato con personaggi di una delle leggende che da sempre mi ha affascinato maggiormente. Purtroppo non sono libri da consigliare a chiunque: il livello di uccisioni e di crudezza degli eventi é simile a quello di Game of Thrones (e direi in realtà più realistico), i discorsi dei personaggi riguardo temi politici e religiosi possono diventare anche molto pesanti, e in generale l’ambientazione storica non piace a chiunque. Se però siete amanti di questo genere oppure questi elementi non vi spaventano e vi piace scoprire aneddoti e avvenimenti che sui libri di testo non sono riportati, allora consiglio questi libri caldamente. Il voto finale non raggiunge la perfezione solo a causa della ripetitività di alcune informazioni.
Alla prossima, e buona lettura!

Voto finale: 9.

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