Introduzione Eccoci di nuovo in pista con un fumetto, dopo più di 2 settimane. Periodo che mi é servito anche per pensare a fondo su cosa vorrei che fosse o che diventasse questo mio (nostro) blog. Purtroppo mi sono reso conto che é difficile, avendo tanti altri impegni, mantenere il ritmo di due articoli a settimana; inoltre recensire ogni singolo volume di una serie può diventare complicato e noioso, sia per me sia per voi, in quanto non si ha uno sguardo d’insieme della serie e si tendono a ripetere le stesse cose.

Ho deciso quindi di assestarmi sulla pubblicazione di un articolo a settimana, lasciandomi il privilegio di pubblicare in più qualcosa di più semplice (come acquisti o news) nel caso lo trovassi interessante. Inoltre invece di recensire i singoli albi di una serie cercherò di analizzarne parti più consistenti. E iniziamo proprio oggi, con l’arrivo del primo fumetto giapponese sul nostro blog. Come avete già letto dal titolo infatti parleremo di “Innocent”, una serie in 10 volumi (conclusa in patria) arrivata ormai a metà della sua corsa. Siete pronti a calarvi nella rivoluzione francese?

innocentBox

Trama Ci troviamo a seguire la vita di Charles-Henri Sanson, primogenito del secondo capofamiglia della casata Sanson, ovvero la famiglia dei boia ufficiali di Parigi. Purtroppo però lui é assolutamente contrario a questo “mestiere”, e dovrà opporsi ai soprusi di suo padre e di sua nonna che a tutti i costi cercano di obbligarlo ad accettare questo stile di vita. Scopriamo inoltre che, se da un lato i boia erano figure estremamente disprezzate (per il lavoro che ovviamente dovevano svolgere), dall’altro erano anche le figure del tempo più istruite sulla medicina. I boia infatti venivano istruiti sin da bambini a dissezionare cadaveri, studiare l’anatomia del corpo umano, e questo forniva a loro grandi conoscenze riguardo alla cura delle persone.

La vita di Charles-Henri continua a riservargli brutte sorprese. Tuttavia, dopo un inizio disastroso della sua carriera (dovette sostituire suo padre quando era ancora giovane a causa di una malattia del genitore), riesce a comprendere che la sua posizione é si una sfortuna per sé, ma é anche un vantaggio: tramite il suo ruolo infatti cercherà di fare di cambiare la mentalità del Paese e di diminuire al minimo le sofferenze dei condannati.

Personaggi Ogni personaggio principale é ben caratterizzato, sopratutto grazie ai disegni che ci fanno capire le emozioni dei personaggi (ma di questo ne parleremo nella prossima sezione). Il protagonista assoluto é ovviamente Charles-Henri, un ragazzo nel quale il lettore non può che immedesimarsi e dispiacersi per la sua sofferenza. Personalmente sono arrivato al punto di non riuscire più a sopportare, se così si può dire, la sua inettitudine alla vita. Poi, piano piano, tutto cambia: capisce quale deve essere la sua missione, e nulla può più fermarlo. Nemmeno sua nonna. Una donna terribile, a tutti gli effetti il vero capofamiglia dei Sanson. Un personaggio che non si può fare a meno di odiare, fino al punto di sperare di vederla sottoposta a una di quelle torture a cui essa stessa sottopone i suoi nipoti.

Personaggio più difficile da inquadrare invece é il padre di Charles, Jean-Baptiste: una figura che sembra forte, ma che in realtà non é altro che un personaggio sottomesso a sua madre (la nonna di cui parlavamo prima). Infine, un personaggio molto interessante, ma che emerge solo nel quinto volume, é la sorella di Charles, Marie-Josephe: una tipetta tosta sin da quando era bambina, ma che viene segnata da alcune esperienze traumatiche durante la sua adolescenza. Lei e Charles hanno un forte legame fraterno, che sicuramente nei prossimi volumi verrà sviscerato ancora più a fondo.

Esempio del realismo e del dettaglio messo dall'autore nella ricostruzione degli ambienti dell'epoca.
Esempio del realismo e del dettaglio messo dall’autore nella ricostruzione degli ambienti dell’epoca.

Aspetti tecnici Premetto che non ho letto tanti manga e che come stile di disegno tendo a preferire quello italiano/francese, basato sul realismo; tuttavia questa serie, per così dire, esce dagli schemi. Inizialmente si rimane un po’ colpiti (almeno per chi non é abituato) all’aspetto femminile che hanno tutti i personaggi: le prime pagine non riuscivo a capire se il protagonista era un maschio o una femmina (anche se il nome era inequivocabile)!!! In più si notano alcune irregolarità nelle proporzioni delle parti del corpo, e inizialmente danno abbastanza fastidio. Poi però, proseguendo la lettura, questo fatto viene superato e, anzi, si comincia pure ad apprezzarlo, in quanto sembra quasi aiutare i personaggi a esprimere le proprie emozioni.

Una menzione di nota va fatta comunque in generale alla ricostruzione degli interni e degli ambienti da parte dell’autore. Sono una cosa fantastica, molto realistici e pieni del più piccolo dettaglio che in un primo momento può apparire insignificante, ma che nel complesso contribuisce a creare una tavola che lascia senza fiato. Solo per le illustrazioni questo manga meriterebbe un formato simile al cartonato francese.

Terzo e ultimo punto da analizzare riguardo ai disegni é il fatto che l’autore alterna scene realistiche a disegni e situazioni figurate, metaforiche, che più di qualsiasi pappardella scritta riescono a far esternare le emozioni dei personaggi (in particolare quelle di Charles-Henri).

Una delle tavole
Una delle tavole “figurate” inserite nella storia

Per quanto riguarda la sceneggiatura devo ammettere che i primi due volumi ho fatto fatica a digerirli, ma non saprei dire se a causa del fatto che bisogna abituarsi allo stile di disegno completamente diverso o proprio per la storia. In ogni caso dal terzo volume in poi la storia prende il volo e sono sicuro che quando rileggerò tutti i volumi (una volta finita la pubblicazione) questo salto di qualità sarà molto meno accentuato. Da notare é quel piccolo excursus sui vari tipi di torture usate all’epoca, dove ci viene riferito sia come venivano svolte sia il significato che dovevano avere per le persona che le subivano o che assistevano.

Conclusione Bé dopo una pappardella del genere i risultati non potrebbero essere che due: o mi é piaciuto un botto, o é una emerita schifezza. Se avete letto tutto, sapete già quale é il mio responso. Ne approfitto, prima di salutarvi per ricordarvi alcune cose. Il fumetto é tratto dal libro “Il boia Sanson” di Masakatsu Adachi. Inoltre anche il primo volume della collana “Le Storie” della Sergio Bonelli Editore é dedicato a questo personaggio (il volume si intitola “Il Boia di Parigi” ed é sceneggiato da Paola Barbato). Personalmente non l’ho ancora letto ma ho sentito di molte persone che lo amano e molte che lo odiano. Mi sembra di aver capito che come punto di vista sia completamente diverso da ciò che abbiamo analizzato oggi; in ogni caso ho in mente di recuperarlo, quindi se volete rimanere aggiornati iscrivetevi al blog per ricevere le mail con i nuovi articoli. Nel frattempo fiondatevi in fumetteria a recuperare questo gioiello del fumetto nipponico. A presto!

Note positive

  • Disegni fantastici;
  • ricostruzione storica accurata;
  • profonda introspezione psicologica dei personaggi.

Note negative

  • ci vuole un po’ ad abituarsi allo stile di rappresentazione “femminile” dei personaggi, ma nulla di insuperabile.

Voto finale (parziale): 9.

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